Il Presidente del Comitato, Pasquale Trabucco, scrive al Presidente della Repubblica On. Sergio Mattarella chiedendo il ripristino della Festa Nazionale del 4 Novembre


Illustrissimo Signor Presidente,
Mi chiamo Pasquale Trabucco e sono un Ufficiale in congedo dell’Esercito Italiano.
Le scrivo per parteciparLe la mia iniziativa in memoria del Caduti della Prima Guerra
Mondiale, realizzata nell’anno del Centenario.
Ho effettuato un lungo viaggio, percorrendo a piedi la Penisola: partito il 22 maggio
da Predoi (BZ), il Comune più a nord d’Italia, il giorno 8 luglio ho raggiunto il Comune
più a sud, Portopalo di Capo Passero (SR), dove ho bagnato in mare il Tricolore che
era stato poggiato sulle nevi delle Alpi.
Il viaggio è durato circa due mesi: mi sono fermato in 44 Comuni italiani sostando in
raccoglimento presso i Monumenti ai Caduti e ho fatto firmare la bandiera italiana che
mi ha accompagnato per tutto il viaggio ad amministratori locali o cittadini.
Il 9 luglio, dopo aver percorso più di 1750 chilometri, sono giunto a Roma, dove, dopo
aver onorato il Milite Ignoto, ho incontrato la Sindaca Raggi.
Il 28 ottobre, in occasione del Raduno di Assoarma a Vittorio Veneto, ho consegnato
all’Assessore al Centenario Barbara De Nardi il Tricolore del viaggio affinché venisse
custodito nella città della Vittoria.
Dalla conclusione del viaggio, il mio obiettivo è stato quello di ottenere il ripristino
della Festa Nazionale del 4 novembre e non mi fermerò fino a quando questa ricorrenza
non sarà nuovamente “segnata di rosso” sul calendario, affinché i nostri nonni e i nostri
bisnonni siano nuovamente ricordati degnamente.
Per molti italiani il 4 novembre non è semplice data ma la fine di un percorso.
Il 4 novembre rappresenta una lunga striscia di sangue che per noi Italiani inizia alle
ore 04:00 del 25 maggio 1915 con la morte dell’alpino Riccardo Giusto inquadrato
nella 16a Compagnia del Battaglione “Cividale” dell’8o Reggimento sul Monte
Natpriciar vicino Tolmino in Slovenia, e termina a Paradiso di Pocenia (Udine) alle ore
14.55 del 4 novembre 1918, 5 minuti prima della fine delle ostilità, con la morte del
Tenente del 27° Cavalleggeri Aquila, Augusto Piersanti di 21 anni, che fu l’ultimo di
9 italiani tra Cavalleggeri, Fanti e Bersaglieri caduti sotto il fuoco delle mitraglie
imperiali.
Ecco cosa rappresenta per noi il 4 novembre: una colonna infinita di punti rossi dove
ogni punto racconta il sacrificio di un Soldato per consegnarci questa Patria con Trento
e Trieste finalmente italiane per un totale di 1.200.000 morti tra militari e civili..
E se questa Patria è stata così tinta di “rosso sangue”, che diritto abbiamo noi di
cancellare il rosso del 4 novembre dal calendario?
Segnare in rosso questa data significa ricordare ed onorare i nostri Caduti, i nostri nonni
e i nostri bisnonni, significa ricordare la nostra Storia e consegnarla ai nostri figli e
nipoti.
Può un uomo dimenticare il proprio padre quando gli nasce un figlio?
Cosi noi non possiamo dimenticare chi prima di noi ha combattuto per questa terra,
non pensare a quanti anche ai nostri giorni combattono e muoiono per noi in quelle
missioni che sono di pace ma che spesso si tingono del rosso dei nostri figli, dei nostri
nipoti, dei nostri amici!
Molti sono oggi i ragazzi che tornano dai più lontani fronti, sparsi in tutto il mondo, e
spesso tornano cambiati nel corpo e nella mente per tutto quello che hanno dovuto
sopportare fisicamente e psicologicamente.
A questi uomini e donne di ieri, di oggi e di domani va il nostro deferente pensiero:
dobbiamo fare in modo che la ricorrenza che rappresenta tutto il Popolo italiano e le
Forze Armate torni ad essere Festa Nazionale come negli anni dal 1919 al 1976.
Signor Presidente, a nome di milioni di italiani Le chiedo che si torni a festeggiare
autorevolmente la nostra Storia attraverso il ricordo dei nostri nonni e bisnonni e La
prego di farsi sostenitore della nostra richiesta per il ripristino della Festa
Nazionale del 4 novembre.
Signor Presidente,
in attesa di un Suo riscontro, a nome mio del Comitato che rappresento, delle
Associazioni d’Arma e Combattentistiche e dei Comuni e delle Province che hanno
aderito alla petizione, Le porgo i più sentiti e cordiali Saluti.
Roma,19 gennaio 2019
Pasquale Trabucco
Ill.mo Onorevole Prof. Avv.
Sergio MATTARELLA
Presidente della Repubblica
Palazzo Quirinale
00187 Roma

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